Il giornalista nell’età dello smart working


Il giornalista che sta a casa, lo smart working, il redattore agile, costituiscono la novità di questi terribili mesi, nei quali anche le aziende del nostro settore di fronte al pericolo del contagio hanno cercato in ogni modo di resistere e limitare i rischi. Molte testate hanno lavorato e lavorano ancora così, ma è una bella invenzione o una trappola che finirà per uccidere il nostro già malconcio mestiere?
La Fondazione Murialdi vuole aprire una discussione. Le facce del problema sono tante: il contratto è violato? Le notizie saltano fuori lo stesso? Non vale più la regola che il cronista deve “consumare la suola delle scarpe”? Il lavoro da casa va utilizzato solo in condizioni di emergenza?
Per metà settembre stiamo organizzando un seminario in cui cercheremo di approfondire il lavoro giornalistico e lo smart working non solo sotto il profilo contrattuale, ma anche analizzando gli aspetti sociologici, psicologici e mass mediali. In previsione del seminario tutti i colleghi sono invitati ad esprimere la loro opinione.
Il primo a rispondere è Giancarlo Tartaglia, che per decenni è stato direttore della Federazione della Stampa, il sindacato unitario dei giornalisti.

Giancarlo Tartaglia

Smart working e centralità delle redazioni.

La fase emergenziale dovuta alla pandemia per il Covid19 è ormai alle spalle e c’è da augurarselo, in via definitiva. In questi mesi i decreti governativi hanno cancellato diritti costituzionali fondamentali e hanno introdotto limiti allo svolgimento del lavoro, imponendo, laddove fosse possibile, il ricorso allo smart working. Si è trattato di misure eccezionali limitate nel tempo. Oggi quell’eccezionalità non esiste più e si dovrebbe tornare...

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Raffaele Fiengo

Il giornalismo è un’opera comune

“Working at home” durante le settimane paurose del Coronavirus è stato l’unico modo per portare in edicola e nelle case (dove eravamo tutti rinchiusi salvo brevi uscite ammesse per cibo, farmaci, giornali e sigarette) l’informazione qualificata bene primario. A Milano ho fotografato più volte la fila all’edicola e mi ha scaldato un po’ il cuore. Pensare però che sia stato scoperto, come una mela caduta da ...

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Francesco Facchini

Come cambiare la redazione con lo smart working.

Smartworking e giornalismo. Parliamone subito, prima che sia troppo tardi. Mi è stato chiesto (un onore) di espormi in prima persona per discettare sul tema che sembra essere, a seconda dei punti di vista da cui lo si guarda, un’opportunità o una trappola. Forse dovremmo cambiare la solita prospettiva da cui vediamo le cose, quella negativa, cercando di pensare agli scenari che può aprire nella professione che versa...

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Christian Ruggiero

Sul paradosso dello smart working applicato al giornalismo

Lo straordinario laboratorio sociale forzosamente garantito dall’esperienza del lockdown – e da quella del lento ritorno alla “normalità”, sul quale pesa l’ombra di nuove ondate della pandemia – ha certamente fornito dati di grande interesse circa la possibilità di una più consapevole integrazione delle tecnologie digitali a disposizione nei contesti lavorativi e non solo. Tuttavia, la repentina conversione delle diverse attività lavorative al paradigma ...

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Roberto Reale

I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo

“I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo”, scriveva un centinaio di anni fa una delle menti più brillanti del novecento. Intendeva dire che le espressioni che usiamo definiscono il nostro modo di inquadrare le cose, le modalità con cui leggiamo i fenomeni. Negli Stati Uniti queste “inquadrature logiche” le chiamano anche cornici narrative. Della loro micidiale efficacia abbiamo preso coscienza in questi anni in relazione ai discorsi d’odio. ...

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Daniela Scano

Riflessioni di una cronista sullo smart working

Essere là dove le cose accadono, dare le notizie prima e meglio degli altri, disponendo di tutti gli strumenti offerti dalla tecnologia. Questo dovrebbe essere il vero smart working dei giornalisti, non certo dover lavorare stabilmente nel proprio domicilio. È stato fatto, ed era necessario, per arginare la pandemia che ha spazzato via tutte le certezze. Adesso però c’è chi vorrebbe trasformare l’eccezione nella regola e far diventare, anche nelle redazioni,...

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Alberto Ferrigolo

Smart working

La tendenza era già in atto, da tempo. Lo smart working, da effetto Covid, l’ha solo acuita e accelerata. Parliamo del processo di verticalizzazione della catena di comando introdotto in giornali, radio e tv, nei siti internet a partire dal 10 marzo. Di conseguenza, anche nella formazione delle decisioni. Il “tutti a casa,e in redazione solo gli uomini-macchina” non ha certo favorito quello spirito collettivo che in genere caratterizza il lavoro...

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Massimo Pallini

Il rapporto di lavoro giornalistico: uno smart working ante litteram

1 - Il lavoro giornalistico precursore della crisi della subordinazione.
Il rapporto di lavoro giornalistico è stato per molti versi un campo di anticipazione e di sperimentazione di modalità di lavoro “flessibili” che, secondo l‟opinione ormai condivisa, costituiranno le modalità in cui più comunemente verrà prestata l‟attività di lavoro in futuro. Proprio per questo motivo il rapporto di lavoro giornalistico è stato uno dei primi...

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Romano Bartoloni

Lo smartworking per salvare il giornalismo e battere il precariato

Mentre tutto il pianeta si rinserrava (e si rinserra tuttora in molti paesi contagiati) in casa e dentro i vecchi confini nazionali per contrastare la pandemia, la copertura mediatica globalizzata sull’emergenza Covid unisce, simpatizza e solidarizza tra loro fino all’ultimo navigatore online. Mai fino ad oggi nessuna altra notizia aveva terremotato da cima a fondo tutto il mondo dell’informazione che ormai ruota intorno al web. Le cifre di questa ...

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Bruno Del Vecchio

Riflessione su smart working e diritto alla disconnessione

Lo smart working (o lavoro agile) non è certo una novità introdotta dai provvedimenti emergenziali conseguenti alla pandemia da Covid-19. La novità consiste nel fatto che in detti provvedimenti lo smart working, per l’intero periodo emergenziale (lo sarà anche dopo l’emergenza?), può essere imposto ai lavoratori e che, comunque, tale modalità di prestazione lavorativa è fortemente raccomandata. Come noto, lo smart working ...

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Giuseppe Catelli

Il lavoro agile nelle redazioni e i controlli a distanza

Durante il periodo di confinamento imposto dall’emergenza epidemiologica da Covid-19 lo smart working ha rappresentato, nel settore dell’editoria, la soluzione privilegiata per assicurare la libertà di stampa, l’informazione e il diritto dei cittadini italiani ad essere informati, a tal punto che non manca chi, tra gli editori, riterrebbe lo smart working non solo una soluzione temporanea al problema ma una prospettiva di lavoro per il futuro....

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Alessandra Costante

Non chiamiamolo smart working

Vi prego, non chiamiamolo smart working. Quello che abbiamo fatto (e che molti continueranno a fare fino al 31 dicembre 2020, come ha previsto il Dl Rilancio) non ha nulla di agile e niente di smart. E’ una forma di lavoro emergenziale, rapidamente adottata in tutti i settori produttivi e industriali italiani per consentire di far sopravvivere il Paese al lungo lockdown. Ed è stato così anche per i media italiani. Poche persone in redazione, molte a casa...

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Beppe Lopez

Smart Working

Per smart working nel settore giornalistico si intende, in maniera specifica, un cambiamento epocale delle modalità di lavoro per cui i redattori possono/debbono lavorare a casa (o anche a casa). Vi sono però due maniere diverse di affrontare la questione. Una è quella di considerare l’applicazione dello smart working in giornali che da anni tendono a tagliare gli organici e a ridurre i costi di produzione. Giornali in profonda crisi di vendite ...

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Oreste Pivetta

Smart Working

Premetto: mi definisco un giornalista dell’era cartacea, avviato alla professione quando ancora esisteva la terza pagina e la mia massima aspirazione era scrivere un elzeviro, un giornalista del piombo (quello buono), gutenberghiano. Per questo non mi offendo se mi date del passatista, mentre provo a riflettere su un tema che ricorre in questi giorni come lo smart working, espressione che potrei tradurre come lavoro a domicilio (un giuslavorista, Pietro Ichino, lo definisce ...

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Michele Mezza

Smart working fra automatizzazione e artigianato del mestiere

Tendenze e opportunità di un giornalismo in quarantena.
C’è davvero uno spettro che si aggira per il mondo ed è lo smart working, forse in certi casi persino più del coronavirus. Le tradizionali ansie e timori per una tecnologia che si mangia il mondo- sarà tutto software, ci diceva già Italo calvino nell’ultima delle sue Lezioni Americane- si scaricano su questa pratica professionale che sta smaterializzando ...

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Luciano Ceschia

Nella storia del contratto le premesse e le regole del “lavoro agile”

Giancarlo Tartaglia da qualche mese non è più direttore della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), sostituito da Tommaso Daquanno. Ricopriva l’incarico dal 1986 dopo aver fatto la gavetta per 13 anni. Nel sindacato dei giornalisti ha mantenuto alcune competenze non marginali, ma si occupa soprattutto della Fondazione Murialdi diventata un centro culturale di grande prestigio. Questa premessa burocratica ...

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Michele Urbano

Si accelera la crisi dell’identità professionale

Tanto per mettere le mani avanti, dico subito che non mi è ancora ben chiaro cos'è lo smart working, ma di sicuro è l'ultima prova di quanta confusione regni sotto i cieli del giornalismo italiano. Che parte da lontano. Anni Ottanta. Dopo il fenomeno delle radio private. C'è il fenomeno delle Tv commerciali. Fenomeni travolgenti che hanno due interlocutori principali. Le aziende (ossia la pubblicità) e la politica (ossia il consenso). Che impongono ...

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Filippo Nanni

Come è cambiato il lavoro in Rai

Il Covid-19 ha cambiato in modo sostanziale il modo di lavorare in una testata come la nostra, impegnata 24 ore su 24 con telegiornali, rubriche e approfondimenti. Più della metà dell’organico in modalità smart working con possibilità di interromperla solo in casi particolari. Tutte le palazzine di Saxa Rubra sono state attrezzate e protette: misurazione della temperatura corporea all’ingresso, guanti e mascherine ...

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Silvia Garambois

Smart working: strumento di discriminazione a distanza?

Si è fatto spazio nella nostra vita con tale urgenza e prepotenza che ormai è un acronimo: SW. Scriverlo per esteso, smart working, pare eccesso di zelo. Bene dirlo subito: della legge 81 del 2017 ha praticamente solo il nome; e anche con la legge 191 del 1988 e tutti i decreti e circolari collegati, cioè il “vecchio” Telelavoro, ha poco a che vedere. Ma queste sono cose da giuristi e avvocati e esperti e a loro le lascio. Fatto sta ed è che così si chiama nei Dpcm ...

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Guido Besana

Non proprio smart, per ora.

Credo che intorno al tema dello smart working in ambito giornalistico si sia realizzato un gigantesco coacervo di equivoci derivanti dai diversi aspetti della questione, dal vissuto dei singoli, dalle diverse traiettorie professionali, dalle diverse tecnologie disponibili, dalle diverse politiche aziendali. Quello che è successo, e ancora sta succedendo, non era pensato o costruito per noi. La situazione emergenziale, con il suo portato di regole e deroghe alle regole, ha di fatto privilegiato ...

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Guido Bossa

Giornalismo “in presenza” anche a Wuhan

Trentatré giorni dopo la chiusura della città causa Covid-19, il 23 febbraio 2020, Fang Fang annota sul suo diario: “…a quanto pare sono trecento i giornalisti arrivati a Wuhan per seguire l’evoluzione dell’epidemia. Sono sicura che ce ne siano molti di più, se si includono i giornalisti freelance che collaborano con i vari siti web. E’ grazie a loro, e all’impegno con cui girano per tutta la città a fare interviste strazianti, se riusciamo a comprendere quanto sta accadendo...

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Mimma Caligaris

Smart Working

“Non appena è stato possibile riportare tutti i dipendenti in azienda, l'ho fatto. Perché anche vicino al distributore delle bevande nascono le grande idee. Che non sono mai il prodotto di una monade, ma sono il risultato di una squadra”. Gianfrancesco Galanzino, l'autore di questa frase, è un imprenditore illuminato. Non è un editore, purtroppo. Ma le sue parole dovrebbero diventare un dogma per tanti. Soprattutto nel mondo dell'informazione, che ha vissuto, in questi mesi, un ricorso ...

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Fabrizio Tonello

Lo smart working non ha nulla di smart

I giornali non sono gli articoli che pubblicano, sono qualcosa di più. Repubblica non sono i pezzi di Eugenio Scalfari, di Bernardo Valli ieri e di Gustavo Zagrebelsky oggi. Il Corriere della Sera non è Indro Montanelli ieri, Ferruccio de Bortoli e Gian Antonio Stella oggi. Non è neppure i suoi premi Nobel come Eugenio Montale o le sue glorie letterarie come Dino Buzzati. Il manifesto non è mai stato solo gli articoli ...

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Annamaria Abate

Smart working

Come e perché l'inarrestabile avanzata dell'innovazione tecno-digitale possa obbligare il mondo del lavoro a fare i conti con fragilità strutturali, nodi organizzativi mai sciolti, vuoti giuridici e manchevolezze sindacali, è ben spiegato in una consistente letteratura scientifica (vedi tra l'altro Presente e futuro del lavoro umano, viaBorgogna3 2018). Il giornalismo riflette su se stesso e ragiona, ormai da decenni, sulla sua crisi specifica, quella di un settore ...

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Il giornalista nell'età dello smart working

A conclusione del dibattito svoltosi tramite le nostre newsletter integralmente presenti sul nostro sito, si terrà giovedì 17 settembre nella sede della Federazione Nazionale della Stampa un seminario, organizzato dalla nostra Fondazione, sul tema “Il lavoro giornalistico nell’età dello smart working”. Il seminario sarà presieduto dal presidente Vittorio Roidi. Interverranno: il direttore di Repubblica Maurizio Molinari, il direttore Vittorio Emiliani, il professore...

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“Il giornalista nell’età dello smart working” continua il dibattito

La nostra Fondazione aveva aperto un dibattito all’interno della categoria sul tema del lavoro giornalistico nell’età dello smart working, ponendosi l’interrogativo di come la diffusione generalizzata del lavoro da remoto potesse influire sulla professione e in quale modo si venisse a modificare il contenuto dell’informazione. Sono stati molti i colleghi che sono intervenuti nel dibattito e le loro riflessioni sono state alla base del seminario che la Fondazione ha organizzato...

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