Ricerche


MARTIRI DI CARTA. I GIORNALISTI CADUTI NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE. PERCORSI BIOGRAFICI FRA VITTIMIZZAZIONE ED EROICIZZAZIONE.

Si è conclusa la prima attività di studio della Fondazione inerente la ricerca sui giornalisti italiani caduti nella Prima Guerra Mondiale. La ricerca dal titolo “Martiri di carta. I giornalisti caduti nella Prima Guerra Mondiale. Percorsi biografici fra vittimizzazione ed eroicizzazione” si è collocata nell’ambito delle iniziative nazionali per la celebrazione del centenario della partecipazione dell’Italia alla Grande Guerra. La ricerca (448 pagine) curata da Pierluigi Roesler Franz e da Enrico Serventi Longhi, racconta la storia – finora mai scritta – di 264 intellettuali di tutte le Regioni e in gran parte decorati al valor militare (fra i quali Battisti, Serra, Gallardi, Niccolai, Umerini, Stuparich e Timeus Fauro) morti nel conflitto mondiale 1914-1918. La maggior parte dei caduti erano giovani ventenni che, provenienti da tutte le parti d’Italia ed alcuni tornati appositamente dall’estero, avevano cominciato a scrivere su grandi e piccoli giornali e riviste. Si tratta in gran parte di personaggi di assoluto rilievo storico e di notevole importanza, rimasti fino ad oggi del tutto sconosciuti. Tutti gli scritti sono corredati da note esplicative, fotografie d’epoca, ritratti dei protagonisti e mappe dei luoghi delle battaglie in cui “i martiri di carta” hanno perso la vita combattendo per la patria. Vi figurano cattolici ed ebrei, socialisti, radicali, democratici, liberali, repubblicani, mazziniani, irredenti (trentini, giuliani, dalmati e istriani), garibaldini e nipoti di garibaldini della spedizione dei Mille, ex combattenti in Libia, Benadir, Eritrea e Rodi. Tra di essi non mancano direttori di giornali, figli di ministri che avevano deciso di partire per il fronte, rinunciando alla carriera e a posizioni di prestigio per seguire coerentemente i propri ideali. Ed hanno quindi immolato la loro vita per la patria. Ma sono poi finiti nell’oblìo per 100 anni. La ricerca della Fondazione unisce biografie, storia sociale, storia militare e storia politica riempendo un vuoto nel panorama storiografico e giornalistico. Il volume, frutto della ricerca, edito da Gaspari Editore può essere richiesto alla Fondazione (€ 29,00)

“Il giornalismo italiano dalla caduta del fascismo alla Costituente (1943-1947)”

Un secondo lavoro di ricerca è dedicato all’analisi del giornalismo italiano e delle sue strutture organizzative dalla caduta del fascismo alla Costituente (1943-1947), gli anni in cui si ricostituisce già dal 26 luglio 1943, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, rinasce l’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti, che sarà intitolato a Giovanni Amendola, è istituita la commissione unica per la tenuta dell’albo e si avvia e si conclude il processo di epurazione della categoria. Questa ricerca si colloca come seconda parte di un più ampio lavoro di approfondimento sul giornalismo e le organizzazione giornalistiche italiane. La prima parte della ricerca, inerente il periodo 1877-1943, è stata pubblica per Mondadori Università nel 2008.