“Indipendenza del giornalista, collegialità e organizzazione delle redazioni”, questo il tema della lezione-dibattito che si è svolta nella sede di via Valenziani, il 28 ottobre.


E’ stata la prima iniziativa organizzata dalla Fondazione Murialdi in collaborazione con l’Ordine del Lazio e con l’Associazione stampa romana. Un esame approfondito della situazione di tensione e di stress che è stata registrata in alcuni settori del giornalismo romano e che preoccupa gli organismi di categoria. Un’analisi aperta e guidata dagli interventi di Vittorio Roidi, di Paola Spadari e di Lazzaro Pappagallo. Sala piena e numerosi interventi da parte dei colleghi. Colpa della crisi economica se nelle redazioni si vive in un clima di incertezza? Il lavoro è sempre più precario.
C’è incertezza, ma si registrano anche episodi nei quali appare attenuarsi lo spirito di solidarietà che deve caratterizzare l’attività dei giornalisti. Chi cerca e diffonde notizie, a differenza di qualsiasi altro operatore anche di natura intellettuale, deve godere di una libertà che la legge definisce “diritto insopprimibile”, perché solo se questa condizione si realizza egli può realmente, in piena coscienza, informare correttamente i cittadini. Questo il suo compito e il suo obbiettivo, al di là di altri interessi, compresi quelli dell’editore e dello Stato. La redazione è un organismo collegiale, all’interno del quale esistono compiti diffrenziati.
Ma tutti sono “colleghi”, anche il direttore e i vertici del gruppo e dei singoli settori. Il prodotto nasce dalla loro capacità di lavorare insieme, pur in una indispensabile piramide gerarchica, che comporta funzioni di indirizzo e di controllo di fondamentale importanza per la qualità delle notizie e dei servizi. L’Ordine dei giornalisti e il sindacato sovraintendono al rispetto dei diritti.
E sono già intervenuti a fronte di episodi e modalità di lavoro non rispettosi della dignità dei singoli redattori. Una situazione che coinvolge e penalizza ovviamente anche i collaboratori esterni e i precari, ancor più indifesi di fronte ad abusi e scorrettezze.
Difficile l’opera dei comitati redazione, già alle prese con stati di crisi, tagli agli organici e una condizione di difficoltà delle imprese editoriali difficile, che crea anche fra i redattori preoccupazione. Si può e si deve lavorare – è stato ribadito durante l’incontro – affinché le conquiste dei giornalisti e i diritti ottenuti in lunghi anni di confronto con gli editori, non siano calpestati e venga rispettata l’indipendenza di ogni singolo giornalista. Per questo l’Associazione della Stampa ha già aperto uno “sportello”: ogni venerdì chi vuole può esporre i problemi e le situazioni di difficoltà all’interno delle redazioni. Ordine e Sindacato hanno chiesto ai direttori di assicurare condizioni di lavoro serene, improntate ad uno spirito di solidarietà.
La Fondazione Murialdi organizzerò a breve distanza un secondo confronto fra i colleghi romani e ha preso contatto con Ordini e Associazioni di altre regioni per estendere l’analisi e il confronto su un tema tanto delicato.