Archivio


Con delibera  del 9 giugno 2021 la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio ha dichiarato che l’insieme organico dei documenti afferenti alle associazioni di categoria prodotti e ricevuti, comunque acquisiti dalla Fondazione di Studi sul Giornalismo italiano “Paolo Murialdi”, istituita con atto notarile del 9 febbraio 2015 da quattro enti rappresentativi della categoria dei giornalisti (Casagit, Fnsi, Inpgi e Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti), nell’esercizio delle proprie funzioni di ente preposto alla raccolta, alla conservazione e alla fruizione di archivi del giornalismo italiano, rivestono interesse storico particolarmente importante.


PATRIMONIO ARCHIVISTICO

Il patrimonio dell’archivio della Fondazione Paolo Murialdi è costituito dai seguenti fondi che saranno messi a disposizione degli studiosi, una volta esaurita la fase di catalogazione.

FONDO STORICO FNSI

Il Fondo storico della Federazione Nazionale della Stampa Italiana consiste in 1.052 raccoglitori contenenti la documentazione dell’attività svolta dalla Fnsi dal momento della sua ricostruzione (26 luglio 1943).
L’archivio contiene la documentazione relativa ai 27 congressi nazionali della stampa italiana (1946-2015), alla rinnovazione dei contratti collettivi di lavoro (dal 1947), nonché i verbali delle riunioni dei Consigli Nazionali e della Giunta Esecutiva, la corrispondenza dei presidenti e dei segretari generali, gli atti dei convegni e dei rapporti con le istituzioni.

FONDO STORICO UNCI

Il Fondo archivistico dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani è composto da 41 raccoglitori contenenti la documentazione sull’attività dell’Unione a partire dal 1953, in particolare gli atti dei congressi nazionali, delle commissioni di lavoro, dei convegni europei, delle edizioni del Premio Senigallia e del Premio Passetti.

FONDO STORICO SCR

Il Fondo archivistico del Sindacato Cronisti Romani è composto da 29 raccoglitori contenenti gli atti dell’attività del Sindacato a partire dal 1946 (anno di fondazione) e comprendente gli atti della vita del Sindacato, degli organi direttivi, delle manifestazioni e dei numerosi convegni promossi nel corso degli anni.

FONDO STORICO INPGI

Il Fondo archivistico dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani contiene una cospicua documentazione relativa alla Federazione Nazionale della Stampa, all’Associazione della Stampa Romana, all’Associazione della Stampa Periodica Italiana (1877-1925), la prima struttura organizzativa dei giornalisti italiani, all’Ordine professionale, al Sindacato Nazionale Fascista dei Giornalisti (1927-1943) e agli organismi collegati alle strutture della categoria, come i circoli della stampa. Il Fondo contiene i registri e i verbali degli organi direttivi e delle assemblee e i carteggi degli organi collegiali a partire dal 1880, oltre ai fascicoli nominativi di singoli giornalisti.

FONDO STORICO VITTORE FIORE

Vittore Fiore (1920-1999) giornalista professionista, fondatore e direttore della rivista “Il Nuovo Risorgimento”, è stato attivo nei gruppi antifascisti pugliesi ed animatore del gruppo dei “meridionalisti”. E’ stato componente del Consiglio Interregionale dell’Ordine professionale della Puglia e della Basilicata sin dal 1965, anno della sua costituzione. Il Fondo contiene i testi e le copie originali delle testate di tutti gli articoli pubblicati da Fiore a partire dal 1944 su “Il Nuovo Risorgimento”, “l’Azione”, “La Voce della Puglia”, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “Europa Socialista”, “La Repubblica d’Italia”, “24 Ore”, “Il Nuovo Corriere”, “Critica Economica”, “Avanti!”, “Il Globo”, “Il Mondo”, “Il Mezzogiorno”, “La Fiera Letteraria”, “Basilicata”, “Il Mulino”, “Civiltà degli Scambi”, “Il Ponte”, “Corrispondenza Socialista”, “Il Punto”, “Mondo Economico”, “Il Giornale del Mezzogiorno”, “Nuovo Mezzogiorno”, “Nord e Sud”, “La Rassegna Pugliese”, “La Voce Repubblicana”, “Delta”.

FONDO ANGIOLO BERTI

Angiolo Berti (1921-2005), giornalista parlamentare, ha lavorato al quotidiano “L’Avvenire d’Italia” di Bologna dal 1942 e successivamente a “Il Progresso”. Nel dopoguerra è stato redattore de “Il Nuovo Corriere” di Firenze per poi passare all’ “Ansa”. Particolarmente attivo in tutte le strutture della professione, è stato presidente dell’Associazione della Stampa dell’Emilia-Romagna, componente del Consiglio Nazionale della Fnsi e consigliere dell’Inpgi. Ha fondato nel 1976 la Casagit che ha presieduto per tre mandati. Il Fondo Berti contiene documentazione e corrispondenza degli anni ’50 relativa all’Associazione della Stampa dell’Emilia-Romagna e alla Federazione Nazionale della Stampa, con particolare riferimento a documenti inerenti la rinnovazione contrattuale, nonché numerose copie di “Stampa Romana”, organo dell’Associazione della Stampa Romana, de “Il Giornalismo”, organo dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti e di altre pubblicazioni di categoria. 

FONDO PIERO PASSETTI

Piero Passetti (1935-2002), Nato a Livorno, aveva mosso i primi passi nel giornalismo locale per poi trasferirsi a Roma al quotidiano Paese Sera del quale era divenuto prima redattore capo e poi, per un breve periodo, direttore. Impegnato sindacalmente, Passetti è stato per lunghi anni vicepresidente e poi, per due mandati, presidente dell'Unione Nazionale Cronisti Italiani, che alla sua scomparsa ha voluto dedicargli il “Premio Cronista dell’anno", allo scopo di premiare l'impegno professionale, sociale e umano dei cronisti nel lavoro quotidiano a contatto con i cittadini. Tra i primi a cogliere l'importanza della nascita delle televisioni private, Passetti ha diretto Video Uno, l'emittente di Paese Sera ed è stato direttore di Telesalute e consulente di RadioRadicale. Le sue capacità professionali acquisite nel campo dell’informazione radiotelevisiva lo portarono alla presidenza dell’Associazione Tv Locali della FRT, carica che ha mantenuto sino alla scomparsa. Il Fondo Piero Passetti, donato dagli eredi alla Fondazione, si compone di un fondo librario di un centinaio di titoli tutti riguardanti aspetti e tematiche dell’informazione, con particolare riferimento alla radiotelevisione. Il Fondo cartaceo contiene documentazione relativa ad alcuni congressi nazionali della Federazione della Stampa, ai congressi dell’Unci e al premio Senigallia. Il Fondo pervenuto alla Fondazione nel mese di ottobre 2016 è in fase di catalogazione.  

FONDO FRANCESCO PAOLONI

Francesco Paoloni (13 luglio 1875 - 27 marzo 1956) trasferitosi a Roma a 17 anni aderisce giovanissimo al Partito socialista. Inizia la sua collaborazione giornalistica all’Asino di Podrecca con lo pseudonimo di “Columella”. Capo della federazione socialista di Terni assume la direzione del periodico “La Turbina” e organizza le prime leghe contadine in Umbria. Fonda il quindicinale “Il Seme” e poco dopo assume la direzione del settimanale “Verona del Popolo”. Vicino alle posizioni integraliste di Morgari esce dal partito dopo la sconfitta congressuale della corrente. Favorevole alla campagna di Libia e alla causa dell’interventismo nella grande guerra si avvicina a Mussolini. Nel 1916 sarà nominato capo della redazione romana de “Il Popolo d’Italia”. Poco dopo si trasferisce a Trieste dove dirige “L’Era Nuova”. Nel ‘19 aderisce al fascismo. Componente prima del collegio probivirale e poi del Consiglio nazionale della Federazione della Stampa, nel 1927 è nominato segretario del sindacato fascista dei giornalisti di Roma. Nel 1928 assume la direzione del quotidiano napoletano “Il Mattino”. L’anno successivo è nominato deputato, carica che manterrà sino alla caduta del fascismo. Il Fondo Paoloni, versato alla Fondazione dal nipote Neri Paoloni, è composto da carte, documentazione e corrispondenza relative all’attività di Paoloni nel Partito socialista, nella direzione dei giornali e nell’attività sindacale. Vi sono anche numerosi ritagli stampa e un archivio fotografico, nonché una breve documentazione relativa al figlio Goliardo Paoloni, anch’egli giornalista.  

FONDO GIOVANNI BIADENE

Giovanni Biadene (1869-1948) nato ad Asolo e laureato in ingegneria arrivò giovanissimo al giornalismo, già sui banchi universitari, assumendo la direzione de “Lo studente di Padova”. Approdato a Milano collaborò con “La Sera”, “Il Tempo”, e “L’illustrazione italiana” di cui divenne per anni l’illustratore della prima pagina. Trasferitosi a Roma lavorò al “Don Chisciotte” e dal 1907 a Genova come redattore de “Il Secolo XIX”. E’ stato tra i fondatori della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e nominato sin dal 1908 Segretario Generale, carica che abbandonò nel 1925 a seguito della conquista della Federazione da parte del fascismo. Riprese il ruolo di Segretario della Fnsi nel 1944.
Nominato Commissario dell’Inpgi dopo il 25 luglio del ’43 abbandonò tale carica dopo l’8 settembre per riprenderla a giugno del ’44 dopo la liberazione di Roma. Il Fondo Biadene, versato alla Fondazione dal nipote Gian Giacomo Biadene si compone di un diario manoscritto relativo al 1944, di documenti e carteggi relativi al periodo 1907-1948 e di un archivio fotografico di particolare rilevanza, in cui è inclusa la foto di gruppo dei partecipanti al congresso di fondazione della Federazione della Stampa nel 1908. Il Fondo è in fase di catalogazione.

FONDO MICHELE CAMPIONE

Michele Campione (1928-2003) giornalista professionista, è stato corrispondente dei quotidiani Avvenire e Il Messaggero, editorialista de Il Corriere del Giorno di Taranto. E’ stato tra i fondatori del quotidiano cosentino La Calabria nel 1956.
Tra i protagonisti della rinascita del giornalismo all’indomani della caduta del fascismo, è stato direttore della sede regionale pugliese della Rai con l’incarico di vicedirettore di testata. Autore di inchieste televisive sulla questione meridionale e la cultura del Mezzogiorno, ha dedicato attenzione al fenomeno del brigantaggio. Autore anche di numerosi testi letterari. E’ stato componente del Consiglio Regionale dell’Ordine dei Giornalisti. Dal 2004 l’Ordine dei Giornalisti della Puglia ha istituito il premio “Michele Campione” in collaborazione con la Regione Puglia e l’Università degli Studi di Bari.
Il fondo Campione donato dagli eredi alla Fondazione si compone di tessere stampa, dell’Ordine, delle Ferrovie dello Stato, del Messaggero e della Rai, numeri sparsi de Il Bollettino della Federazione Nazionale della Stampa e carteggi con la Rai inerenti il periodo 1958-1993 e la Commissione Unica per la tenuta dell’albo.

FONDO GIOVANNI ROSSI

Giovanni Rossi (Piacenza 11 febbraio 1949 - ), giornalista dell’“Unità” e figura storica del sindacato unitario dei giornalisti, è stato presidente dell’Associazione della stampa Emilia Romagna, componente della Giunta Esecutiva della Federazione della Stampa, di cui è stato segretario generale aggiunto, coordinatore della Commissione Uffici Stampa e presidente della Commissione lavoro autonomo. Nel biennio 2013-2014 è stato eletto presidente della Fnsi. Il Fondo Rossi si compone di documenti inerenti la sua attività di responsabile degli uffici stampa, nonché documenti relativi al “Gruppo di Fiesole”, “Autonomia e Solidarietà”, oltre a documentazione fotografica, libri e numeri sparsi di testate.

FONDO ETRIO FIDORA

Etrio Fidora (1930 – 2015), giornalista professionista, ha lavorato, a partire dal 1955, al quotidiano L'Ora di Palermo, dove è stato cronista politico-parlamentare, autore di inchieste e inviato, capocronista, redattore capo, condirettore responsabile e, direttore editoriale, fino alla chiusura del giornale avvenuta il 9 maggio 1992. Protagonista di una lunga stagione di battaglie e inchieste giornalistiche che contribuirono a dimostrare la reale consistenza della mafia, le sue collusioni con i politici e i meccanismi del potere portandone così le trame all'attenzione dell'opinione pubblica italiana e internazionale. È stato anche impegnato sul piano sindacale come Presidente dell'Associazione Siciliana della Stampa e componente della Giunta Esecutiva della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Il fondo Fidora, versato alla Fondazione dal figlio Dario, si compone di collezioni di giornali e di periodici.
Si segnala in particolare la rassegna stampa “Stampa e Oro Nero” in 36 volumi che raccoglie i giudizi della stampa estera sugli idrocarburi italiani dal 1949 al 1962.

FONDO PINO NANO

Pino Nano (1952), giornalista professionista è stato tra i fondatori del Quotidiano della Calabria alla fine degli anni ’70.
Caporedattore della sede Rai della Calabria dal 2001 al 2010 e dal 2010 caporedattore centrale dell’Agenzia Nazionale del TGR.
E’ stato anche Consigliere Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Autore di numerose inchieste televisive e di libri sul caso-Calabria. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la sua attività giornalistica. Il Fondo Pino Nano è composto dalla raccolta degli articoli e delle inchieste pubblicati su “Il Popolo” (1976-1978), “Il Corriere Medico” (1980-1987), “L’Avvenire” (1977-1981) e “Il Mattino” (1979-1987 e 1988-1999), nonché da i volumi (12) pubblicati dall’autore, ivi compresa la tesi di laurea “Programmare televisione in Calabria”, discussa negli anni 2003-2004.

FONDO CARMELO OCCHINO

Carmelo Occhino (1941), giornalista. Ha collaborato con Tribuna del Mezzogiorno, Corriere di Sicilia, Gazzetta del Sud, La Sicilia, Avvenire d’Italia, L’Italia, Il Telegrafo, Gazzettino di Sicilia (Rai).
Consulente per i rapporti con la stampa della Confederazione della piccola e media industria, capo-ufficio stampa del ministero dell’Agricoltura e portavoce del ministro Giuseppe Bartolomei (governi Spadolini).
E’ stato vicepresidente dell’Association des Journalistes Européens ed è segretario generale della sezione italiana.
Il Fondo Occhino è composto da volumi sui problemi della stampa, primi numeri e speciali-anniversario di quotidiani e periodici, e da un archivio tematico di ritagli (mass media, geopolitica, economia, mezzogiorno, politica italiana, istituzioni, società, religione, Unione europea) di 54 faldoni.

FONDO ANTONIO DUVA

Antonio Duva (1937) giornalista professionista, collaboratore de Il Mondo, Nord e Sud e la Voce Repubblicana, Vice direttore de Il Sole 24 Ore. E’ stato Segretario organizzativo del Partito Repubblicano Italiano e parlamentare.
Eletto al Senato della Repubblica dal 1996 al 2001. Il Fondo Duva è composto da volumi, fascicoli inerenti la sua attività giornalistica nonché dalla intera collezione delle riviste Mercurio (dal 1958 al 1967), Panorama (dal 1972 al 1989), Nord e Sud, la rivista meridionalista diretta da Francesco Compagna.

L’archivio di “Cronaca italiana (1956-1958)”

E’ stato versato all’archivio della Fondazione Murialdi da parte della signora Paola Balbo, vedova dell’Avv. Paolo Balbo, l’archivio del settimanale di politica e attualità Cronaca Italiana pubblicato a Roma dal 1956 al 1958.
Cronaca Italiana era un settimanale di destra diretto da Gianfranco Finaldi. Il fondo composto da 3 raccoglitori, di 22 fascicoli complessivi, contiene la corrispondenza d’archivio del periodico e la documentazione sulla sua attività e sulle vertenze giudiziarie che lo coinvolsero, in particolare quella con l’accusa di vilipendio al Capo dello Stato. L’archivio sarà a disposizione degli studiosi al termine della catalogazione.

Il fondo archivistico Michele Abbate

E’ stato inventariato e reso disponibile agli studiosi il fondo archivistico Michele Abbate.
Michele Abbate (1922-1988) è stato un esponente di primo piano della cultura meridionale, ha pubblicato importanti studi su Benedetto Croce, la questione meridionale e temi centrali della cultura contemporanea.
Responsabile della Terza Pagina della Gazzetta del Mezzogiorno è stato anche a lungo impegnato nel sindacato dei giornalisti: componente della Giunta Esecutiva della Federazione della Stampa, artefice di rinnovi contrattuali. E’ è stato, anche, presidente dell’Associazione di Stampa di Puglia e Basilicata. Il fondo Abbate contiene 56 fascicoli suddivisi in tre serie: “corrispondenza”, “documentazione”, “stampa”. Oltre alla corrispondenza con le case editrici Feltrinelli e Bompiani, tra i corrispondenti di Michele Abbate si annoverano Guido Dorso, Amelia Rosselli, Mario Alicata, Franco Antonicelli, Delio Cantimori, Eugenio Garin, Gaetano Salvemini, Renato Solmi, Carlo Fruttero, Antonio Giolitti e Norberto Bobbio.
Nella serie “documentazione” sono consultabili molti testi dattiloscritti di Abbate, con correzioni in nota, mentre nella serie “stampa” sono inclusi i ritagli di giornale dei suoi articoli pubblicati sulla Gazzetta del Mezzogiorno dal 1957 al 1966 e sul Gazzettino di Venezia dal 1970 al 1974.

Il fondo archivistico MAURIZIO BLASI

MAURIZIO BLASI (1953 - ), giornalista professionista, laureato in filosofia presso Università degli studi di Macerata, è stato componente del Consiglio Nazionale della Federazione della Stampa e dell’esecutivo dell’USIGRAI, Unione Sindacale Giornalisti Rai.
Dal gennaio 2014 è caporedattore del Rai TGR Marche. L’archivio Blasi è costituto da 43 fascicoli (contenuti in 3 faldoni), suddiviso in due serie USIGRAI e FNSI. In gran parte la documentazione è relativa a USIGRAI (fasc. 1-36) dal 1981 al 2012 e permette di approfondire le tematiche legate all’organizzazione del lavoro presso le sedi regionali e al recepimento degli accordi e dei contratti nazionali. Di grande interesse i documenti sulla riorganizzazione delle sedi regionali e sul rapporto con l’azienda RAI e del ruolo svolto Sindacato Giornalisti Marchigiani-SIGIM.
E’ presente anche una relazione sulla carta dei diritti e dei doveri del giornalismo radiotelevisivi del servizio pubblico del agosto del 1990. I fascicoli dal 37 al 43 riguardano la Federazione Nazionale Stampa Italina-FNSI in cui sono presenti: statuti, regolamenti nazionali dal 1983 al 2013, gli atti del XXII Congresso Nazionale del 1996, comunicati e relazioni del Gruppo di Fiesole del 1995 e di Autonomia e Solidarietà dal 2000 al 2010.

Il fondo archivistico Ilaria Alpi

Ilaria Alpi (1961-1994) è stata una giornalista e fotoreporter italiana, assassinata a Mogadiscio, ove lavorava come inviata per il TG3, insieme al suo cineoperatore Miran Hrovatin. L’archivio Alpi, versato alla Fondazione dagli eredi, è costituto da 35 faldoni, 225 cassette video e da 10 cimeli. Si compone di tre Serie distinte Ilaria Alpi, Giorgio e Luciana Alpi, cimeli. E’ attualmente in corso l’ordinamento.
La prima serie Ilaria Alpi (5 fascicoli conservati in 2 faldoni) è costituita dalle carte testimonianza della vita della giornalista.
Sono presenti: le pagelle scolastiche, certificati inerenti attività sportive, corrispondenza privata con i suoi amici, alle dispense dei suoi studi, la bozza della sua tesi di laurea ed una serie di appunti e 31 cassette video relative al lavoro di Ilaria Alpi in Somalia. Relativamente a queste cassette vi è una nota descrittivi originale “Servizi Ilaria dalla Somalia, dal dicembre 92 al marzo 94 numerata da 1 a 39, n. 5 video cassette Somalia marzo 94. Le cassette numero 29-30-31 bombardamento Mogadiscio del 12.07.93.” Vi sono inoltre 17 cassette che non hanno segnature specifiche.
La seconda serie riguarda le carte di Giorgio e Luciana Alpi, fascicoli costituiti da materiale delle indagini sulla morte della figlia scomparsa a Mogadiscio. Gran parte sono carteggi intercorsi tra i coniugi Alpi e le varie istituzioni e persone coinvolte nel processo “Alpi”, (149 fascicoli conservati in 35 faldoni).
Giorgio Alpi stesso, racconta nella trasmissione televisiva Report del 22 agosto 2009, di come si sia costituito l’archivio, di come si sia dato un primo ordinamento in quanto “La mole di documenti, carte e giornali raccolti è enorme e ci siamo accorti che non riusciamo più ad orientarci ….abbiamo cercato di catalogarli secondo argomenti. E’ un archivio molto artigianale che però ci permette di orientarci in questi lunghi anni di lotta per avere verità”
Questa serie è di grande importanza non solo perché è possibile ripercorrere l’iter dei vari processi intentati dalla famiglia per conoscere la verità sulla morte di Ilaria Alpi, ma anche perché sono raccolte carte di riguardanti altre indagine sul traffico di armi a sullo smaltimento dei rifiuti tossici. Emerge dalla documentazione il modo di operare non solo delle rappresenti italiani militari e civili, che a vario titolo erano presenti negli anni 90 in Somalia, ma anche le modalità con cui si sono svolti, le varie fasi del processo e la costituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta istituita ad hoc. Inoltre rappresentano di come sia stato difficile per i genitori di Ilari Alpi rapportarsi con le autorità italiane e le evidenti contraddizioni emerse nelle varie fasi del processo. Dal punto di vista umano è la straziante testimonianza di genitori che vogliono sapere una verità univoca sulla morte della propria figlia.
Dall’archivio emerge come il caso Alpi abbia sensibilizzato l’opinione pubblica rispetto non solo ai pericoli a cui vanno incontro giornalisti presenti in zone di guerra, ma anche al bisogno da parte della comunità di conoscere verità anche non evidenti. Di questa serie fanno parte anche le cassette numerate dalla 1 alla 185 registrazioni di trasmissioni televisive che hanno trattato a vario titolo della morte di Ilaria Alpi e delle indagini correlate a quest’ultima.
La terza serie “Cimeli” è costituita da targhe e premi commemorativi dedicati ad Ilaria Alpi nell’ambito delle varie iniziative giornalistiche e cerimonie dedicate alla giovane giornalista scomparsa. La serie è costituita da 10 pezzi